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October 15 da MAMMA MIA!!!...semplicemente.....The winner takes it all
Non voglio parlare
Di quello che abbiamo passato Sebbene mi ferisca Adesso è storia Ho giocato tutte le mie carte Ed è quello che hai fatto anche tu. Non c'è più niente da dire Nessun asso da giocare ancora Chi vince prende tutto Chi perde si sente una nullità Accanto alla vittoria Questo è il suo destino Ero tra le tue braccia Pensando di appartenerti Credevo avesse un senso Costruirmi un recinto Costruirmi una casa Pensando di essere al sicuro Ma sono stata una sciocca A giocare rispettando le regole Gli dei tirano i dadi A mente fredda Mentre c'è chi quaggiù Perde qualcuno di molto caro Chi vince prende tutto Chi perde deve cadere E' semplice e chiaro Perché dovrei lamentarmi. Ma dimmi, lei ti bacia Come ero solita fare io? Si sente la stessa cosa Quando lei ti chiama per nome? Da qualche parte nel profondo Dovrai pur sentire che ti manco Ma cosa posso dire Le regole vanno rispettate I giudici decideranno Quelli come me sopportano Gli spettatori dello show Restano in platea a guardare Il gioco continua Amante o amico Tanto o poco Chi vince prende tutto Non voglio parlarne Se questo ti rattrista E posso capire che tu sia venuto a stringermi la mano ti chiedo scusa se ti rattrista vedermi così tesa e sfiduciata ma vedi, il vincitore prende tutto il vincitore prende tutto.. October 10 quale creatura fantastica sei???Mago biancoSei saggio... anche se magari hai solo 18 anni. Sei qui per aiutare gli altri. Sei confortante, amichevole, pregievole. Sei una vera persona come tutti dovrebbero essere. Sai far ridere al momento giusto, sai curare quando c'è bisogno e difendere anche al di là delle tue possibilità! Ami tutto e tutti quelli che non sono dalla parte della magia nera, contro i quali non riesci nemmeno ad essere così cattivo come dovresti. Nemmeno il tuo più acerrimo nemico, uccideresti, ma avresti la capacità di pensare ad una punizione per egli tanto insopportabile che la morte, sarebbe solo una liberazione per lui. Alle volte qualche tuo incantesimo fa il botto, ma non avertene... nessuno è perfetto! Nemmeno gli elfi! September 12 lavorando con RadioDJ in sottofondo....da...SE NE DICON DI PAROLE .....di Giuliano Palma & the Bluebeaters
...Se ne dicon di parole July 29 ......dal mio ipod....In Praise Of The Vulnerable Man Alanis Morissette .....dietro consiglio di un amico l'ho ascoltata....l'ho tradotta.....e....ho riflettuto..... June 19 ...1 anno....ero seduta al mio tecnigrafo..disperata perchè avevo paura di non riuscire a laurearmi...disperata perchè sembrava che tutto remasse contro di me...disperata perchè mi sentivo estremamente sola...quando mi squilla il telefono....SALVO NON CE L'HA FATTA!!Ho solo chiuso la telefonata e sono rimasta a fissare il muro....sola col mio dolore...con i miei pensieri....SOLA!!...quando la mia attenzione è stata catturata da una canzone che credevo di non aver mai sentito.....
domenica e lunedi
no non perdetelo il tempo ragazzi non e' poi tanto quanto si crede date anche molto a chi ve lo chiede dopo domenica e' lunedi' vanno le nuvole coi giorni di ieri guarda le pene e saprai chi eri lasciala andare la gioia che hai un giorno forse la ritroverai camminano le ore non si fermano i minuti se ne va'......... e' la vita che se ne va' se ne va'........... di domani nessuno lo sa' dopo domenica e' lunedi' no non perdiamolo il tempo ragazzi non e' poi tanto quanto pensate dopo l'inverno arriva l'estate e di domani nessuno lo sa' camminano le ore non si fermano i minuti se ne va'......... e' la vita che se ne va' se ne va'........... dura solo il tempo di un gioco se ne va'............ non sprecatelo in sogni da poco se ne va'........... di domani nessuno lo sa' non si fermano i minuti dopo domenica e' lunedi' camminano le ore ed il tempo se ne va' non si fermano i minuti di domani nessuno lo sa' dopo domenica e' lunedi' no non perdetelo il tempo ragazzi non e' poi tanto quanto si crede non e' da tutti catturare la vita non disprezzate chi non ce la fa' vanno le nuvole coi giorni di ieri guarda le pene e saprai chi eri e' cosi' fragile la giovinezza non consumatela nella tristezza dopo domenica e' lunedi' (a. branduardi)
....le lacrime hanno iniziato a rigare il mio volto...non sono riuscita a fare molto, non c'era molto da fare....mi sono solo guardata intorno...il mio pc, i miei disegni, i miei colori, le mie matite,....IO!!non c'era un attimo da perdere dovevo sbrigarmi a finire quello che avevo iniziato 9 anni prima e dovevo farlo bene....e lo dovevo fare per me e per tutti coloro i quali hanno sempre creduto in me...più di quanto non ci credessi io stessa!!Non dovevo fermarmi, perchè dovevo laurearmi e tornare di corsa a casa....perchè il tempo e gli avvenimenti mi avevano portato via troppe cose...troppe persone...senza che io ci fossi, senza che io potessi fare niente, togliendomi anche la possibilità di condividere con le persone che amavo i miei sentimenti....
Oggi a un anno di distanza sono qui...a casa...con le persone che amo attorno...e con la voglia di non perdere più l'occasione di dirgli e dimostrargli che sono l'essenza della mia vita...e che se sono quella che sono...è grazie a loro!!!
....ho voglia di non rimandare più nulla....ho voglia di non perdermi dietro a mille SE....e mille MA....ho voglia di dare il massimo di me stessa, per non dire che avrei potuto fare di più...per non dire...."se solo avessi detto"....
...ho voglia di scommettere su me stessa...su quello che mi sta attorno...su chi mi sta attorno...e se alla fine mi accorgerò che non ne valeva la pena...andrà benissimo lo stesso....perchè cmq io ho dato tutto quello che avevo da dare...senza aver paura di vivere con "passione" ciò che mi si presenta davanti....senza aver paura di lasciarmi coinvolgere troppo dal momento...perchè anche il momento è parte della mia vita...
e se ancora non l'ho detto....non perdo altro tempo per dire GRAZIE...a tutti coloro i quali sento il bisogno di dirlo....per un bacio non negato, per un abbraccio regalato, per un sorriso o una parola....
May 07 E' UNA VITA CHE TI ASPETTO....."Una sera mi sono messo davanti allo specchio e mi sono fissato per un po'. Poi, usando tutti i muscoli del viso, ho fatto una serie di smorfie e di espressioni. Facce strane: buono, cattivo, triste, felice. Poi mi sono guardato dritto negli occhi. E a un certo punto mi sono detto: "Ti voglio bene".
Cazzo...sono scoppiato a ridere come un deficiente. E infatti mi sono ridetto subito: "Mavaffanculo!".
Poi ci ho riprovato e sono arrivato a dirmi che mi amavo. "TI AMO, CAZZO! TI AMO, TI AMO, TI A-MO! E A TE DA ADESSO IN POI CI PENSO IO, NON TI PREOCCUPARE!"
Nel pronunciare ad alta voce queste parole, mi è venuto da ridere, perchè la cosa strana è che per un attimo ho provato un po' di imbarazzo. Come se lo stessi dicendo ad un' altra persona. Come se fossi a un primo appuntamento con qualcuno. Mi guardavo e poi abbassavo un po' lo sguardo, imbarazzato, vergognoso. eppure ero io. Che emozione aver vergogna di se stessi. Che stranezza. Alla fine però, mi ero simpatico. Mi ero simpatico perchè io, quello lì nello specchio, lo sapevo cosa aveva passato nella vita. Sofferenze, dolori, pianti, silenzi, gioie, risate. E anche se non era perfetto, non potevo che volergli bene, tutto sommato.
"Cosa hai dovuto sopportare a volte...".....
...Mi sentivo infinito. Un pozzo senza fondo. Un universo....".....
April 17 PALAZZINARIIl 9 novembre del 1989 anch’io ero a Berlino a partecipare alla distruzione del muro. Quel giorno ho capito qualcosa che riguarda i costruttori, ho capito che distruzione non è il contrario di costruzione e che l’architettura non è solo aggiungere ma anche sottrarre. A colpi di piccone, grattando con le mani, spingendo con i pugni fasciati di stracci, spariva il muro e appariva la gente. Con il muro ci si perdeva; senza muro ci si trovava. E io capivo che non solo quando si costruisce, ma anche quando si distrugge, sempre si dovrebbe tendere a trasformare gli spazi in luoghi, le astrazioni dove ci si smarrisce nei posti dove ci si trova o ri-trova. Il muro era lo spazio della disumanità, era quel quinto angolo che i prigionieri dei gulag dovevano trovare in celle a quattro angoli. “Quando troverete il quinto angolo potrete uscire di qui”, dicevano i carcerieri sovietici ai detenuti. Ma il quinto angolo in una cella quadrata è la perfida invenzione degli aguzzini o la disperata speranza degli ergastolani. Anche i costruttori italiani, voi dovete abbattere il muro, quel che in Italia fa muro, quel che smarrisce. Devono ridare allo spazio astratto il senso concreto del luogo, del ritrovarsi. Perciò la mia prima proposta è che voi, l’ANCE – l’Associazione nazionale dei Costruttori Edili – lanciate e finanziate un rigorosissimo concorso scientifico per individuare in ogni città italiana le tre costruzioni più brutte: non sto parlando di ovvietà – le baracche abusive o quei funghi di cartongesso e di lamiera che sono faccenda da nettezza urbana –, ma sto parlando di costruzioni che contengono funzioni amministrative, abitative o simboliche, sulla cui bruttezza nessuno ha nulla da obiettare. Pensate all’effetto che farebbe una simile notizia: in ogni grande città italiana i costruttori-distruttori italiani individuano i tre edifici più brutti e si impegnano ad acquisirne e a distruggerne uno per città (colpirne uno per educarne cento!) per farne nulla o per costruirvi altro: nulla e altro architettonici, ispirati cioè alla grazia, all’audacia, alla sapienza dell’arte edificatoria combinata con l’intelligenza urbanistica (stavo per dire, all’urbanità). […] Quindi, dopo avere distrutto l’edificio più brutto della città, l’ANCE promuova e partecipi alla costruzione di un simbolo edilizio del ventunesimo secolo: lì sarà uno stadio, là una chiesa, lì una facoltà universitaria, lì un ipermercato, lì un ponte, o, perché no?, un centro di accoglienza oppure un quartiere arabo. Perché non dovrebbero essere i costruttori a farsi committenti di se stessi e quindi a proporre ai committenti pubblici e privati la costruzione di un segno di questo secolo? […] Le città che crescono si sanno auscultare, guardare allo specchio, fare il check up. Nel fitto dibattito sui piani regolatori delle mille città d’Italia si intervenga con la qualità, con i concorsi, con le consulenze d’arte e consulenze professionali che diventano credibili perché sorrette dall’interesse concreto. L’arte e i soldi non sono antagonisti, l’architetto e il costruttore non sono nemici. Pensarlo significa cancellare le città d’arte d’Italia: Michelangelo non lavorava gratis. La retorica moralistica che sorregge il peggiore ambientalismo è nostra nemica. Ma per battere la mediocrità degli ambientalisti italiani bisogna essere veri ambientalisti, cioè sottoscrivere un nuovo patto tra uomo e ambiente, un patto giocato sull’uso dei materiali nuovi, sulla sicurezza nei cantieri, sul giusto rapporto tra natura e cemento, che sono entrambi risorse. Spiegate ai ragazzi delle scuole che voi, proprio voi costruttori, volete cambiare il paesaggio edificato dell’Italia. Organizzate visite guidate di studenti nei vostri cantieri, ascoltate i loro consigli, e dite loro che – ecco un’altra proposta –, benché in Italia non vi sia una legge come c’è in Francia, i costruttori dell’ANCE annunceranno sui giornali che mai più i loro associati costruiranno senza architetti. “Una casa un architetto” deve diventare il primo comandamento del costruttore. E ai ragazzi d’Italia, invitati nei vostri cantieri, mostrerete che cosa significa costruire e spiegherete anche che l’ANCE – ecco un’ulteriore proposta – vuole fissare nuove regole per realizzare un nuovo rapporto tra materiale e tempi di costruzione, per una rigida applicazione delle misure di sicurezza, per un’autodisciplina sugli appalti… Dobbiamo dimostrare che non è vero che in Italia è bello solo quello che è antico e che solo la vetustà è venustà, che non è vero che costruire significa deturpare l’ambiente. L’ecologia è un bene di lusso, per grandi imprese, per i Paesi occidentali, per le città eleganti che solo il capitalismo può realizzare. Ma l’ecologia ha un senso quando è al servizio dell’uomo, quando sottrae l’ambiente alle cartoline e lo “sfrutta”. “Sfruttare” non è una brutta parola piena di tutte quelle nefandezze che l’ideologia ambientalista italiana le attribuisce, “sfruttare” l’ambiente significa potersi permettere di non costruire, di distruggere ciò che è stato costruito, di bruciare ricchezze per respirare meglio, di spendere in pulizia, ma anche di costruire ponti, stabilimenti balneari, alberghi, centrali elettriche, autostrade, treni ad alta velocità e pure piste ciclabili. So che gli esperti stanno studiando la possibilità di costruire una pista ciclabile che attraverserebbe tutta l’Europa, collegando l’Atlantico agli Urali. Lo Stato francese, quello svizzero, la Compagnia che gestisce le acque fluviale, dodici regioni, una miriade di municipalità e altre mille autorità burocratiche stanno già realizzando la costruzione della più lunga pista ciclabile d’Europa, 650 chilometri, dal lago Lemano al Mediterraneo, da Ginevra a Marsiglia, dai ghiacci al mare. I costruttori italiani propongano ai nostri ambientalisti la “PCI”, la pista ciclabile italiana, dalla Sicilia al Monte Bianco (da Ventimiglia a Trapani sarebbe tutta sul Tirreno). Gli italiani devono sapere che l’Italia immaginata dai costruttori comprende treni ad alta velocità e piste ciclabili. […] Attenzione: il viaggio in bicicletta non è solo un tributo all’ambientalismo e non è neppure una variante della gita fuori porta, travestiti da Bartali (il ciclismo agonistico della domenica per smaltire qualche chilo). L’industria del turismo e l’industria culturale europee offrono pacchetti tutto compreso a chi può permettersi (non solo fisicamente) di pedalare. Per godere veramente di un lungo viaggio in bicicletta bisogna infatti prepararsi a spendere soldi, molti più soldi di quanto si possa a prima vista credere, perché è necessario affidarsi alle organizzazioni turistiche per orientarsi tra fattorie, punti di ristoro, alberghi, torpedoni, battelli. Ci sono viaggi bici + barca e viaggi bici + cavallo, si trovano hotel attrezzati con officine per riparazioni, parcheggi e depositi. Ci sono persino gli operatori turistici che trasportano le valigie e precedono i ciclisti nei vari alberghi prescelti. Per realizzare la nuova pista lungo il Rodano vennero stanziati 30 milioni di euro. Pensate come sarebbe bella la “PCI” fatta dai costruttori italiani, dai costruttori ambientalisti. Altro che Palazzinari! Attrezzatevi voi, come organizzazione, come ANCE, a intervenire lì dove lo Stato italiano non arriva. E questo vale anche e soprattutto per la scuola. […] Ho sempre pensato che nessuna riforma può essere tentata se non si comincia dall’edilizia scolastica. Voi lo sapete quanto sono brutte, sporche fredde, inefficienti e spesso indecenti le scuole italiane: lo sapete perché siete voi che le avete costruite. Propongo che voi, i costruttori italiani, vi intestiate un progetto di riforma della scuola, limitandovi alle vostre competenze. Lanciando un convegno nazionale sul tema architettura e scuola e proponendo la costruzione di una prima scuola modello – a Torino per cominciare –, una scuola affidata a un grande architetto italiano, la scuola elementare disegnata e realizzata da Renzo Piano con il concorso, se ci stanno, del Comune, della Provincia, dell’Università, del Ministero e dei cittadini, di tutti gli italiani che hanno figli e che diventerebbero padroni della loro scuola con la campagna “compra un mattone della scuola”. Sarebbe, credo, un modo forte e nuovo di far partire per contagio – perché la bellezza è come il sorriso, si propaga – la grande riforma della scuola, che non potrà mai essere cambiata se alla scuola non si restituisce l’antico decoro, se non la si sottrae, fisicamente innanzitutto, alla sua condizione di baracca nazionale dove si forgiano destini di sradicati, dove si coltivano malesseri. Un paese che non sa usare la sua intelligenza, che non fa investimenti sulla sua intelligenza, deve puntare su qualcosa altro per vivere: se non è la testa potrebbe essere il sesso? O creiamo matematici, ingegneri, professori, autisti d’autobus, falegnami, oppure creiamo, quando ci va bene, i Fabrizio Corona! Vi propongo un lungo cammino da percorrere insieme, aggiustando via via il percorso, modificando, inventando. Un cammino in fondo al quale vedo anche “L’Accademia delle Scienze” da realizzare nel sud d’Italia, un’eccellenza universitaria, un Politecnico con l’ANCE alla presidenza del Consiglio di Amministrazione: voi che scegliete il rettore, voi di “ogni casa, un architetto”, voi che mai più sarete i Palazzinari, i gretti venditori di cemento armato, gli speculatori, la gente senza scrupoli, i corruttori, ma al contrario i costruttori distruttori, i ri-costruttori d’Italia, dinanzi ai quali tutti spontaneamente impareranno a togliersi il cappello. Oliviero Toscani 10 settembre 2007 da "ABITARE" n. 381 aprile 2008 tra le righe...I giovani… se sono architetti, non possono assuefarsi alla passività e all’inerzia. Sereni o disperati, devono essere felici perché sono architetti.
Bruno Zevi March 28 ......guardando QUESTA NOTTE E' ANCORA NOSTRA...March 25 a teA te che non ti piaci mai E sei una meraviglia Le forze della natura si concentrano in te Che sei una roccia sei una pianta sei un uragano Sei l’orizzonte che mi accoglie quando mi allontano A te che sei l’unica amica Che io posso avere....... March 13 ....Credo Di Poter Volare.........Credo di poter volare
credo di poter toccare il cielo ci penso ogni giorno ed ogni notte dispiego le mie ali e volo via credo di potermi librare in aria in volo mi vedo correre attraverso la porta aperta Credo di poter volare So che ero sull'orlo di un esaurimento psicologico delle volte il silenzio mi sembrava che parlasse ad alta voce accadono dei miracoli a volte nella vita, devo crederci ma prima di tutto so che tutto comincia dentro di me se me ne rendessi conto, potrei dunque farlo se io solo ci credessi, non ci vorrebbe niente a farlo Hey, è perchè io credo in me se me ne rendessi conto, potrei dunque farlo se io solo ci credessi, non ci vorrebbe niente a farlo Hey, basta solo dispiegare le mie ali posso volare..... March 11 ......leggendo IL GIORNO IN PIU'........."E adesso cerchi l'uomo perfetto?"
"Spero di no....sai, credo che l'uomo perfetto giustamente cerchi la donna perfetta. Non avrei chance."
"Allora cosa cerchi?"
"Non lo so. Forse niente, forse tutto. Magari adesso, più che cercare, voglio vivere quello che mi capita, quello che la vita mi dà. Amo giocare. Essere libera. Faccio un lavoro a New York che mi piace e che mi sono trovata da sola. Sono felice e fiera di me anche quando faccio la spesa e spingo il carrello. Se mi va la sera esco, altrimenti me ne sto a casa a leggere o a guardarmi un film o a cucinare qualcosa di buono per me, o per gli amici. A volte mangio a tavola e apparecchio, oppure mi siedo per terra con la schiena appoggiata al divano. Mi apro una bottiglia di vino anche se sono da sola. Non devo discutere. Sono indipendente. Difenderei questa condizione con tutte le mie forze. Sempre. Eppure anch'io a volte avrei bisogno di un abbraccio, di arrendermi e perdermi tra le braccia di un uomo. Un abbraccio che mi faccia sentire protetta anche se so proteggermi da sola. Sono in grado di fare le cose di cui ho bisogno, ma a volte vorrei far finta di non esserlo per il piacere di farle fare qualcun altro per me. E' una sensazione. Ma non voglio stare con un uomo per questo. Non posso scendere a compromessi, e non posso rinunciare a tutto quello che ho, alla mia libertà, per quell'abbraccio che poi spesso con gli anni non c'è nemmeno più.
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"Ma allora tu cosa vorresti trovare in un uomo?"
"Ma che ne so...vorrei un uomo con cui stare bene. Un uomo seduto al mio fianco quando sono al cinema, o al ristorante, o su un pullman. Vorrei incontrare una persona con la quale condividere delle prospettive. Non voglio dire per forza matrimonio, figli eccetera. Ma nemmeno uno di quegli uomini che si spaventano quando chiedi una cosa più lontana di due giorni. ...[...]... Non cerco una famiglia, ma nemmeno una persona con cui non riesco a progettare una vacanza perchè gli vengono le ansie. Mi sono rotta degli uomini bambini. Sono vecchia per fare quella giovane e sono troppo giovane per fare la vecchia. Vorrei uno che mi piace e vorrei poterglielo dire senza che si spaventi, senza che mi faccia sentire che gli sto troppo addosso. Vorrei un uomo che con la stessa serenità mi cerchi quando non lo cerco io. Come hai fattu tu, venedo qui. E soprattutto vorrei un uomo che c'è"...
e' strano trovarsi a leggere delle parole scritte da una persona che non conosci, lontana da te e dal tuo mondo.....per di più uomo, e vedere quanto quelle parole ti calzano a pennello....
February 16 ....30 MODI PER SALVARE IL MONDO....Potremmo venderlo agli alieni |
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